martedì 22 dicembre 2009

Kuta Lombok




Colazione, ore otto emmezza. ci sediamo sulle belle sedie di vimini, davanti il mare blu che non stanca mai.
arrivano il ginger tea e il caffe' che abbiamo ordinato, due tazze un solo cucchiaino.
mentre il cameriere sta per andarsene lo fermo e gli domando :"sorry i' d need one more spoon, please".
e lui senza fare una piega :"oh no problem mister, you can borrow it".
ve lo potete prestare, non c' e' problema. come se fossi stato io a chiedere una cosa superflua.
qui funziona cosi' e se si e' di buon umore puo' anche fare sorridere la cosa. che non fa assolutamente ridere e' invece la situazione ambientale di queste tre piccole isole al largo di Lombok.
le Gili non sono piu' un segreto. all' inizio degli anni novanta arrivavano solo backpackers con zaino e chitarra alla ricerca di spiagge tranquille di giorno e di erba e magic mushrooms la notte.
cose che qui sono perfettamente tollerate visto che la polizia non c' e' e tuttoggi non ci sono neanche mezzi a motore, ci si sposta con la bici o con i cidomo che sono dei carretti trainati dai cavalli.
da qualche anno pero' c' e' un servizio di barche veloci super pubblicizzate che in un paio d' ore collegano le isole a Bali.
cosi' chi viene a Bali in cerca della spiaggia perfetta, che a Bali non esiste neanche in cartolina, alla fine arriva qui.
adesso c' e' troppo e di tutto, famiglie con bambini e coppiette, ma l' atmosfera rimane abbastanza easy going e un po' hippy.
le spiagge bianche sono bellissime e il mare anche di piu'.
basta buttarsi in acqua con la maschera e le pinne per ammirare una barriera corallina esagerata, habitat di tutti i pesci colorati che la popolano e di coralli ancora intatti.
ci sono addirittura le tartarughe marine. ne ho viste due a poca distanza da me mentre facevo snorkeling in 5 o 6 metri d' acqua.
e' stato emozionante.
all' inizio mi sono quasi spaventato perche' una era veramente enorme, grande quasi come me, ma poi ho nuotato con loro per quasi mezzora osservandole mangiare dai coralli e galleggiare a mezz' acqua, spettacolare.
e fino a qui solo cose piacevoli.
l' altro lato della medaglia e' che come in tutti i posti cosi' belli la pacchia sta per finire.
Trawangan, che delle tre e' l' isola piu' grande si gira in due ore camminando sulla spiaggia, ed essendo ormai cosi' facilmente raggiungibile gli investitori, quasi tutti europei, ci vedono delle potenzialita' di sviluppo assurde e non la smettono piu' di costruire.
ci sono cantieri da tutte le parti e si capisce la capienza che puo' avere camminando la sera lungo la strada del molo, piena di ristorantini che espongono il pesce ma mezzi vuoti.
in agosto che e' alta stagione invece, ho sentito dire che parecchia gente che arriva senza aver prenotato la camera e' costretta a dormire in spiaggia aspettando che se ne liberi una.
sull' isola, su un totale di 800 persone tra locals ed expats ci vivono anche ben 7 italiani.
a parte il solito fulminato un po' fattone che dice di fare il pescatore, gli altri 6 hanno il businness di ristoranti e alberghi.
uno di loro e' di Genova e gira in bicicletta con una scimmia aggrappata al manubrio e davanti al suo locale ha 2 bandiere, una dell' Indonesia e l' altra della sampdoria.
la cuccia della scimmia e' blucerchiata.
poi c' e' una ragazza emiliana che ha lasciato tutto per venire qui, ha aperto un ristorante, l'ha chiamato blu d'aMare e fa la pasta fatta in casa che vende a prezzi esagerati.
mi dicono che e' molto buona ma con 65.000 rupie ( circa 5 euro ) mi faccio tre nasi goreng e anche da bere.
e poi c' e' anche il discorso dell' affidabilita'. finche' dai da mangiare a un americano tutto ok, tanto di cibo non capisce e non capira' mai niente, ma ho visto coi miei occhi servire delle pizze al tavolo di ignari ed affamati clienti che facevano passare del tutto quella mezza idea di mangiare italiano a sud dell' equatore.
ora sono a Kuta Lombok, dove siamo arrivati il 24 mattina.
nessuna chiesa, nessun festone natalizio, nessun albero di natale. solo piante di banane.
le sera siamo usciti a festeggiare in un ristorantino un po' piu a modo del solito, un posto famoso per il suo curry di granchio gigante.
l' abbiamo mangiato gustato e buttato giu' con due o tre bottiglie di bintang, la birra nazionale indonesiana.
e' stata una cena davvero memorabile, penso che una cosa del genere in Italia non esiste. esageratamente buono.
ma non sembrava neanche natale pero'. mi mancava un po' l' atmosfera di casa.
e' strano pensare come una festa evento cosi' importante ( per i motivi piu' vari ) nella nostra cultura sia invece totalmente ignorata in altre.
questo mi ha fatto riflettere sul significato che possono avere le ricorrenze islamiche piu' importanti in Italia, come il ramadam ad esempio.
per una volta ho visto le cose dall' altro punto di vista.
pero' prima stavo leggendo nella veranda fuori dalla mia stanza e la bambina della proprietaria che girava per il cortile innaffiando le piante ( di banana ) si e' avvicinata e con un sorriso timido mi ha detto Merry Christmas!!.
meno male...

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