L' Indonesia e' il quarto paese piu' popolato del mondo e il primo musulmano per numero di abitanti.
e' un arcipelago vastissimo . mi diceva un tipo di qua che se si volesse trascorrere un solo giorno per ogni isola ci vorrebbero 44 anni!!.
ci sono posti molto isolati come Papua e Sumatra e poi c'e' Java che con piu' di 100 milioni di abitanti su una superficie piu' piccola dell' Italia ha dei seri problemi di sovrappopolamento.
la densita' di abitanti per chilometro e' come quella della Cina sud orientale o della valle del Gange in India, e ci si accorge facilmente attraversandola via terra.
ho percorso meta' isola da ovest a est per arrivare a Bali e per fare poco piu' di 400 chilometri ci abbiamo messo quasi 20 ore!!
ma non perche' le strade siano brutte, il problema piuttosto e' una fila ininterotta di camion macchine e motorini che come in ogni nazione in via di sviluppo procedono con una notevole anarchia automobilistica in ogni senso di marcia.
e poi finisce un paese e ne comincia subito un altro, senza soluzione di continuita'.
ma a parte questo che comunque non e' riposante e mi ha stranito abbastanza, sono venuto qui per vedere due cose che poi si sono rivelate entrambe pienamente all' altezza delle mie aspettative.
a circa un' ora di macchina da Yogyakarta, che e' anche una cittadina abbastanza piacevole e incasinata da girare a piedi, c'e' uno dei templi buddhisti piu' spettacolari di tutta l' Asia, Borobudur.
e cosi' prima levataccia per raggiungere il sito all' alba prima che i turisti col bus da 40 posti arrivino a scattare milioni di foto per salvare l' immagine nella memoria della digitale anziche' in quella del cervello.
il sito si e' cosi' presentato avvolto dalla nebbiolina delle prime luci dell' alba.
atmosfera molto suggestiva.
per entrare, seguendo la dritta della guida di Yogya che ci aveva accompagnato nel labirinto del villagio del Kraton ( palazzo del sultano ) ho messo diecimila rupie ( 80 cent. euro ) in mano a un ragazzino che vendeva souvenir, che molto gentilmente e pensando gia' al pranzetto offerto dai turisti italo tedeschi, ci ha accompagnato a un ingresso laterale evitando cosi' di pagare l' assurdo ticket di 120.000 rupie.
di sicuro quei pochi soldi facevano molto piu' comodo a lui che al ministero indonesiano delle belle arti.
spero tanto di mettere in pratica questa tecnica anche in Myanmar, visto che i dieci dollari che bisogna pagare praticamente per tutti gli ingressi ai templi e ai musei vanno dritti nelle tasche del regime.
e pagare un quinto di quello che guadagna un contadino del posto in un mese per vedere anche una bella pagoda e' una cosa assurda e inaccettabile.
il tempio comunque e' fantastico e molto meglio conservato di quanto immaginassi.
e' ricco di incisioni molto belle e di statue del Buddha, molte delle quali pero' senza piu' la testa.
mi ha ricordato in molti particolari il complesso di Angkor wat, sebbene i templi cambogiani siano secondo me impossibili da superare per maestosita' e bellezza.
poi la sera stessa siamo arrivati nella citta' di Probolinggo, con un van siamo saliti fino ai 2200 metri del bordo del cratere del Gunung Bromo, dove abbiamo passato la notte.
dai 38 gradi di Yogya ai 15 di Cemoro Lawang.
seconda levataccia, questa volta alle tre e mezza di notte per raggiungere il view point a 2700 metri e vedere l' alba sul vulcano insieme a una platea di turisti indonesiani infreddoliti.
meno male che anch' io avevo affittato una giacca a vento, senno' sarei morto dal freddo!
ma che spettacolo pero'.
ho visto un paesaggio che mi ha lasciato a bocca aperta, una cosa nuova, che non mi era mai capitato di vedere prima.
dopo l' alba siamo scesi con una jeep nel grande cratere esterno, che contiene tanti piccoli coni vulcanici e questa volta a piedi siamo saliti fino al bordo di uno attivo camminando a fatica nella sabbia nera e con una puzza assurda di zolfo ( leggi uova marce ) fino in cima per poi guardare giu' da dove sale il fumo bianco.
queste sono le cose che ho fatto a Java in una settimana abbastanza intensa, dove ho avuto anche il piacere di parlare con qualche local.
la fama degli indonesiani e' quella di gente molto aperta e sorridente, a volte anche pesante e insistente quando si tratta di vendere qualcosa.
confermo e sottoscrivo tutto.
penso che sia tra la gente piu' simpatica e disponibile di tutto il sud est asiatico ed e' fin troppo facile conoscerli e fermarsi a parlare con loro.
sono molto curiosi e molto informati,e quando dico che sono italiano naturalmente il primo argomento di conversazione e'..il calcio!
e poi cosa che negli altri paesi asiatici non ho visto qui esiste la musica!!
un sacco di ragazzi la sera fuori dalle porte con la chitarra e altri strumenti in mano, divertente.
e poi le locals sono special!!
come al solito hai trovato un bel figo a farti compagnia!!! ma il rosso della foto è venuto con voi al vulcano??? sicuramente va tutto bene e stai facendo un viaggio fantastico...qui è tutto come al solito tranne che per Silvio che si fa il pranzo di Natale a pappette succhi di frutta e yogurt.
RispondiEliminaoggi qui la temperatura è polari, mentre te al vulcano ti si saranno bruciate le chiappe del culo...sempre se non te le ha fatte bruciare qualche bell'indigeno locale come quello della foto!! ciao bello divertiti!!!
Cogliati
ciao Pablo!! ma sai che qui ci sono -6 gradi??? altro che dove sei tu! non tornare più va'...che almeno ho una scusa per farmi un viaggetto ogni tanto verso quei paesi caldi...divertiti e posta un bel po' di foto è!! ciao un bacio e saluta anche la tua amica a presto!