lunedì 7 dicembre 2009

Melacca





Dopo aver passato qualche giorno a Penang spesi per lo piu' a passeggiare a little India tra un chay e una masala dosa, e con conseguente tributo pagato al cesso la notte stessa, eccomi ora a Melacca.
famosa per lo stretto omonimo che divide la Malaysia peninsulare dalla selvaggia isola di Sumatra in Indonesia, ma anche per essere stato il piu' importante porto commerciale di tutto il sud est asiatico intorno al quindicesimo secolo e per molti anni successivi.
e infatti la citta' e' un mix di stili architettonici, culture e religioni diversi molto affascinante.
il traballante centro storico, la chinatown, e' anche stato di recente iscritto nelle liste dell'UNESCO come world heritage site, e speriamo che questo lo preservi dalla cementificazione per cui gli asiatici vanno matti.
qui nei secoli scorsi sono arrivati i portoghesi prima, che hanno lasciato delle bellissime chiesette che mi hanno subito ricordato quelle di Goa e del Kerala in India, e poi gli olandesi che hanno istituito il quartier generale per il controllo delle indie orientali.
addirittura vicino al porto c'e' un quartiere olandese con le tipiche case alte e strette e l'impressione e' quella di essere in una cittadina dei paesi bassi, ma poi senti l'odore di coriandolo che viene dai ristoranti cinesi sparsi un po' ovunque e ti accorgi che invece sei in Malaysia.
ma la cosa piu' interessante e' la chinatown, con le sue casette decadenti, le shophouse, le botteghe che vendono cianfrusaglie, le sale da the e l'odore d'incenso che esce dai templi.
la nostra guesthose e' proprio in mezzo al quartiere, e non so in quanti altri posti del mondo puo' capitare che sulla stessa strada, nel giro di poche centinaia di metri, ci siano una moschea, un tempio hindu e vari templi cinesi taoisti e buddhisti, e piu' in la la Christ church degli olandesi che e' un po' il simbolo della citta' stessa.
la notte e' ancora piu' bello e suggestivo perche' tutto e' illuminato di rosso ( ora con delle lampade, ma in origine dovevano essere le famose lanterne ) e l'atmosfera e' veramente da film.
ci sono anche tantissimi turisti locali, perlopiu' da Singapore e da KL, poiche' le due metropoli si trovano entrambe a poche ore da qui.
quelli di Singapore (che e' una citta' molto ricca ) li riconosci subito perche' girano con delle fotocamere che solo con l'obiettivo mi potrei pagare questo e anche il prossimo viaggio.
e naturalmente con i turisti asiatici non mancano le attrazioni cinesi che piacciono tanto a loro, come una piattaforma ascensore che sale a un centinaio di metri per vedere la citta' dall'alto, gite sul fiume con barche strapiene di gente che ti salutano tutte insieme o centri commerciali con AC a 18 gradi ( fuori ce ne sono piu' di 30 )con catene di fast food americani.
dopo forse andiamo a fare un giro sui riscio' a pedali che ti portano in giro per la citta'.
sono super kitsch, tutti addobbati di fiori finti e con autoradio incorporata che pompa musica dance.
di notte sono pieni di lucine intermittenti tipo degli alberi di natale ambulanti.
poi domani mattina ho il volo per Yogyakarta, Java, Indonesia..

3 commenti:

  1. ABLAAAAAABLOOOOOO !!!!

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  2. uff..che caldo..ho appena visto un termometro che segnava 37(!!!)

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  3. ma vai a suonare l'organo a Baggio va!!!!!! qui c'è un'aria d neve....brrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!
    bravo Pablito...allora t diverti??????
    fai bene strabene!!! ciau ma.

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